Come scopro quello che guardi in TV dal contatore dell’elettricità

Come vi sentireste se ci fosse qualcuno, magari a molti chilometri di distanza da voi, che possa controllare in tempo reale quello che voi state guardando in TV?

In uno studio pubblicato da alcuni ricercatori dell’Università di Washington sulle interferenze elettromagnetiche degli apparecchi TV di ultima generazione si è arrivati a risultati sconcertanti.

Lungo le linee elettriche di casa vostra, quando guardate la TV, vengono emesse delle interferenze elettromagnetiche che, da quanto emerso dalle ricerche:

  • Diversi modelli di diversi produttori producono delle interfereze “ripetibili” (in pratica: se si ripete la visualizzazione di una certa immagine un qualsivoglia numero di volte l’interferenza prodotta si riproduce sempre uguale),
  • Immagini differenti producono interferenze differenti (fin qui è scontato) e differenziabili (un pò meno scontato: vuol dire che è strumentalmente possibile distinguerle),
  • Tutti i TV dello stesso modello producono le stesse interfereze,
  • Anche se all’impianto elettrico è collegato qualsiasi altro tipo di prodotto tecnologico è possibile, dall’interferenza presente sull’impianto, capire quali immagini il TV stia riproducendo.

Teoricamente è sufficiente che qualcuno colleghi due elettrodi al vostro impianto di casa per misurare l’interferenza elettrica e quindi, da questa, capire cosa state guardando in TV.

Ipotizziamo che questo qualcuno possa essere il vostro fornitore di energia elettrica, magari con un contatore di ultima generazione – quelli a lettura remota, interrogabili direttamente dalla central di misurazione: in un futuro neanche troppo lontano potrebbe rilevare i vostri gusti televisivi per stilare un profilo della vostra famiglia, da utilizzare nei modi più disparati.

Come è possibile tutto cio?

I trasformatori utilizzati in questi modelli, per ragioni di efficienza energetica e di mercato, sono molto simili in tutti i modelli. I ricercatori hanno prodotto dei modelli elettromagnetici di alcuni splash-screen famosi (come il leone di MGM) e sono stati capaci di rilevarli mediante misurazioni su di un impianto elettrico.


Il segnale prodotto dalla TV oscilla sulla base delle immagini mostrate, ed avendo una frequenza portante tipica diversa dagli altri elettrodomestici è quasi sempre possibile estrapolare le informazioni con sufficiete precisione.

Cosa serve per fare tutto questo? Un pò di roba, ma niente di eclatante.

Nell’immagine, tratta dallo studio stesso, potete vedere:

  • Un filtro passabanda (P), per intefacciarsi alla linea elettrica che opera a 60Hz,
  • Un ADC, ovvero un convertitore da analogico a digitale (U),
  • Un alimentatore disaccoppiato (I), per schermare gli strumenti dagli altri dispositivi presenti in laboratorio

L’analizzatore di spettro (S), il PC e il maxischermo sono necessari solo per raccogliere i dati e vedere le evoluzioni in tempo reale.

Il video rende bene l’idea di come varia l’interferenza al variare dell’immagine, e fa ben intuire che le informazioni sono più che sufficienti per capire quale canale si sta guardando con la propria TV.

Pensate sia impossibile che tutto ciò possa essere davvero messo in piedi? Al momento la tecnologia c’è tutta ed ha già un livello di maturità che permette di raggiungere il risultato senza eccessivi sforzi ed a costi ragionevoli. Oggi forse no, magari però in un futuro prossimo

Chi vuole farsi un’idea più precisa di come siano stati condotti gli esperimenti, delle diverse valutazioni possibili sui segnali di interferenza (sulla variazione di frequenza o sulla densità di energia) consiglio la lettura delle 14 pagine dello studio.

Link: Television, Video Privacy, and Powerline Electromagnetic Interference

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